venerdì 4 marzo 2016

La Spagna senza governo



Oggi pomeriggio si terrà a Madrid il secondo dibattito parlamentare per il voto di fiducia al nuovo Governo. Pedro Sánchez, segretario del PSOE, propone un patto con Albert Rivera (Ciudadanos) al quale dovrebbe sommarsi, anche mediante astensione, uno tra Partito Popolare e/o Podemos. Tutto fa pensare che i numeri non ci saranno neppure oggi, e che il Re Filippo VI dovrà convocare un terzo giro di consultazioni. Nel primo dibattito sulla fiducia, avvenuto martedì 2 febbraio, sono risultate decisive due questioni che riguardano la vera e propria lotta generazionale in corso sia a destra che a sinistra. 

Il liberale Albert Rivera ha lanciato il guanto di sfida al Primo Ministro in carica, Mariano Rajoy, affinché si dimetta e dia il via libera a una rinnovazione del Partito Popolare, assediato dagli scandali di corruzione. Il prezzo d'immagine che Rivera sarebbe costretto a pagare alleandosi con il principale partito di potere, il Pp, lo vuole recuperare in anticipo, offrendosi all'elettorato come il fautore del rinnovamento della classe dirigente (più che delle politiche in sé). A sinistra invece la lotta è senza quartiere, e non riguarda solo i quadri dei due partiti in questione, Partito Socialista Obrero Español e Podemos, bensì la guida  morale e storica sulle classi subalterne. Pedro Sánchez le vuole rappresentare attraverso una liberal socialdmecrazia di stampo europeo, Pablo Iglesias con una messa in discussione delle oligarchie dominanti, e in questo ha l'appoggio di Izquirda Unida, che malgrado sia relegata nel gruppo misto ha ottenuto circa un milione di voti. 

Ci sono elementi di geometria e di fisica nell'impostazione dei due giovani leader che si propongono al parlamento con un patto che prevede alcuni punti essenziali, come il risparmio sulla spesa pubblica, la lotta alla corruzione e la difesa dei diritti. Albert Rivera e Pedro Sánchez si sono collocati al centro dello scenario politico, e ambiscono ad attrarre gli estremi in virtù di una forza centrifuga che si basa sulla necessità di dialogo, vista la frammentazione che è risultata dalle ultime elezioni, ma che non ha ancora prevalso sulle spinte di chi vuole contrastarli dagli estremi.



Il momento più teso del dibattito di martedì scorso, quando Pablo Iglesias ha accusato l'ex presidente socialista, Felipe Gonsàalez, di avere un passato macchiato di sangue, e i parlamentari socialisti hanno risposto chiedendone l'allontanamento dall'aula.

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